LA STRADA DELLA LIBERTA’

Tutto quello che verrà scritto, sono pensieri, esperienze e sensazioni prima e durante il viaggio, dal momento che ho scelto la strada, senza costrizioni,
senza voler scrivere di più di quello che non e’ stato.
Magari non si percepiranno le stesse cose che ho vissuto.
Perché la strada, quella che si percorre restando imbottigliati nel traffico di un pigro lunedì mattino, rumorosa e stressante, necessaria per vedere la famiglia mangiare attorno al tavolo, e’ uguale ovunque vai.

Ma lo stesso asfalto, lo stesso fondo sterrato sotto ai piedi di un viaggiante zaino in spalla, ha un sapore che si annusa semplicemente provandolo.
Ha il sapore di libertà…

“Cercherò di scegliere comunque la strada più dura.
Quella in salita, quella che fa più paura e se dovrò ritrovarmi nel mezzo di chissà dove bagnato sotto un acquazzone di meta’ marzo o sudare sotto al sole di un pomeriggio cocente di fine luglio, bhe’ sarò contento di strizzare dei panni bagnati una volta arrivato, avere delle gambe stanche che chiederanno riposo, la bocca così secca da far fatica a bere un po’ d’acqua e di apprezzarne la freschezza delle prime gocce sulle labbra. Quella strada così silenziosa in mezzo al rumore della natura, così piena di sguardi della gente che passando attiravo, in un paesino dimenticato da tutti, o sotto gli occhi di gente di città, guardandomi indietro, non rimpiango di averla percorsa. Perché la verità e’ che per quanto difficile sia stata, ha aggiunto un pezzo di armatura alla mia, mi ha fatto fare nuovi incontri, inaspettati, incredibili, vivere esperienze indimenticabili con racconti vissuti fino ad ora visti nei film.
Ho vissuto un film in cui sono stato a tratti attore, a tratti regista, comparsa, spettatore e
Tutto questo mi ha semplicemente fatto sentire Vivo.

Ho visto un angolo di mondo in cui ho lavorato in una fattoria irlandese del sud-est del Paese color smeraldo, mungendo mucche, quelle che al tempo chiamavo le mie Donne, vivendo ai loro ritmi.

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Vivendo ai ritmi di un immenso casale seicentesco che sembrava uscito da una fiaba non ritoccata, mantenendo intatti luoghi e personaggi, Patrik e Monica, due tipici fattorini imbrigliati giorno e notte nella loro attività fonte di reddito.

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Aver condiviso ogni momento della giornata per venti giorni con loro e altri ragazzi in un ambiente a volte ostile, sotto ad un temporale e vento nel freddo di meta’ marzo; l’esserci divertiti una sera inoltrata, la prateria buia attorno, gli stivali e i guanti pieni di fango e qualche ciuffo di paglia tra i capelli, a lanciare gigantesche gomme di trattori sfidandoci al tiro più lontano, imitando il gesto atletico dei lanciatori olimpionici. L’eco delle urla di sforzo con cui finivamo il nostro show e delle successive risate si disperdevano tra i rami degli alberi mossi dal vento, in sottofondo l’ultimo saluto degli animali nelle stalle prima di rivedere nuovamente la luce del sole, per poi buttarci esausti a braccia larghe sopra montagne di paglia ad ammirare silenziosi cieli stellati ricchi di sogni e di speranze.

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Aiutavo le mie Donne quando erano malate a causa di un virus del periodo, le ho aiutate nel momento in cui davano al mondo una nuova creatura, osservare i loro comportamenti così ripetitivi ma ben comprensibili, dagli occhi umani quando mi fissavano chiedendo da mangiare, altrettanto impauriti quando le richiamavo per la mungitura.

Ho visto un angolo di mondo diverso Spostandomi di duecento chilometri e aiutare nella ultimazione di un campeggio strutturato con concetti di ecosostenibilita’ a cinque minuti dall’oceano e immerso nella natura del sud ovest d’Irlanda, dormire in una yurta, tipica tenda della mongolia, riscaldato dal calore di una stufa a legna, notti fredde passate in un caravan, un buon libro e una vecchia stufa elettrica a farmi compagnia.

IMG_0883IMG_1228IMG_1112IMG_1113Abituarmi a vivere in ambienti non familiari, a non trovare tutti i comfort con cui avevo vissuto, a vivere più semplice, ascoltando le necessità essenziali in rispetto con la natura.

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L’aver condiviso pasti su tavole povere in decorazione ma ricche di pietanze sane coltivate nell’orto fuori casa, di risate in compagnia e racconti lontani davanti ad un buon bicchiere di vino o una birra.

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Ho visto un angolo di mondo in cui le gelide acque oceaniche mi volevano portare via, rendendo l’incontro ravvicinato uomo-natura una delle esperienze più forti che abbia mai passato.

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La paura e’emersa dalle acque come una bella donna, era elegante, pronta ad uscire rispondendo ad un invito che più volte le avevo scritto su un pezzo di carta messo sotto alla porta degli abissi. Le altre volte non capivo la sua risposta, quella volta mi fu chiara.
Si avvicina sospinta dalle onde, ci siamo presentati, sfiorati appena con le mani per poi innamorarsi e prometterci che ovunque io fossi andato lei mi avrebbe seguito per darmi coraggio, perché lei era indispensabile se avessi voluto guardare oltre, proseguire nel cammino.
Ancora oggi la ringrazio, perché se all’inizio a volte mi fa piangere, e’ capace poi di coccolarmi come mamma e papà, trasformando tutto in lacrime di gioia che dono a chi mi sta intorno.
Senza di Lei non avrei mai fatto un passo oltre a quello di scendere dal comodo letto di camera mia e seguire la routine sotto la protezione della campana nell’angolo di mondo dove sono cresciuto.

Ho visto altri angoli di mondo grazie alla paura di restare solo, di non sapere dove dormire, di sapere che trovavo alloggi di fortuna, di vedere quella piana ma di percorrere la strada accanto, quella che mi ha messo al bordo della strada a chiedere un passaggio con il pollice della mano in alto, regalando un sorriso.

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Tanti altri ne ho visti e ogni angolo e’ stato capace di aver mosso tutto quanto in me, fatto apprezzare le emozioni che ho provato mentre passo dopo passo accorgermi che tutto è stato messo lì per un motivo.
Un ostacolo improvviso, una caduta, una salita, la discesa e ancora la salita, paesaggi che cambiano, persone che ho incontrato; vivere il ritmo frenetico di una città per poi immergermi nel silenzio dove l’unico rumore erano i miei passi su una strada deserta, le ruote della bici sull’asfalto, la natura a darmi l’energia di cui avevo bisogno.
La strada piana fa comodo senza dubbio, la tentazione di percorrerla e’ forte e quando mi capita di cedere da essere umano quale sono, rimpiango quella difficile.
Non e’ per fare l’eroe, non vivo per la gloria.
Ma tutte le volte che si presenta quella facile, sento la voce del signor Tutti che mi chiama e mi riprende:
“Daniel, il tuo giocare in piccolo non serve a nessuno”.

CONOSCERE, ASCOLTARE, VEDERE, AGIRE

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Cercherò di strutturare il blog in modo da renderlo il più pratico possibile,

Sono consapevole che ho poche righe a disposizione per mantenere l'attenzione necessaria
raccontando una parte della mia vita in viaggio verso mete sconosciute,
nel rispetto delle quattro cose che non mi abbandonano mai:
Conoscere, ascoltare, vedere, agire.

Viaggiando entro in contatto con molti viaggiatori originali,
in rete le storie abbondano, ognuno ha un suo scopo e lo fa modo suo.

Nulla di eccezionale dunque nel voler conoscere l'ennesimo viaggiatore zaino in spalla

Il viaggio mi sta insegnando tuttavia che Ogni storia meriterebbe di essere ascoltata.

Ognuno in vita ha 15 minuti di notorietà, per il semplice motivo che sotto ad un viso, sotto a capelli lunghi o corti, una barba ben curata o trasandata, vestiti eleganti o stracci, c'è l'anima di una persona che ha fatto delle scelte, ha vissuto storie, ha provato dolori e gioie proprio come me e te, che lo hanno fatto diventare la persona che ho davanti, che il destino ha voluto incontrassi, e in qualche modo, pur distanti chilometri dall'angolo di mondo in cui siamo cresciuti, condividiamo le stesse emozioni, le stesse paure.

Ho parlato con anime che stavano ai bordi delle strade chiedendo aiuto, qualcosa da mangiare.
Ho vissuto con un'anima che partendo come volontario in guerra ha ammazzato altre anime perché la guerra lo ha cambiato, raccontandomi davanti ad una birra particolari agghiaccianti e mettendomi una mano sulla spalla fissandomi con le lacrime agli occhi era pentito di averlo fatto
Ho conosciuto da vicino anime ricche, proprietarie di banche e hotel lussuosi
Ho conosciuto da vicino anime ricche, vittime di violenze e abusi
Ho conosciuto da vicino anime ricche, proprietarie di nulla
Ho conosciuto da vicino anime che mi hanno aiutato

Ho imparato ad essere rispettoso in chi mi ha aperto il cuore,
e facendo una piccola cosa che e' quella di donare un aiuto, un sorriso o
semplicemente spendere del tempo con loro e ascoltare una parte della loro vita senza un secondo interesse,
Mi fanno tuttora chiedere: perché mai devi raccontarmi questa cosa intima e personale?
Potevi dirmi semplicemente: e a te ragazzo che te ne importa di me?
Potevo io dire: che perdo il mio tempo a fare con te a conoscere la tua storia se poi domani sarò già in viaggio verso altre mete?

Queste anime mi hanno insegnato il valore della condivisione e della fiducia nella persona.
Sono valori che solitamente troviamo nelle persone a noi vicine quotidianamente.
La difficoltà e' stata di spingersi oltre, cercando il contatto con l'anima sconosciuta.

Un sorriso cambia molte cose, fa tirare un lungo sospiro di gioia e alla fine zittisce quella maledetta scatola nera misurata in pollici che passa pure un messaggio da non ignorare, quello di guerre e di gente che non sorride alla vita brutalizzandola con atti violenti. Avvenimenti veri, da sempre accaduti, magari anche aumentati. Ma, perdonate se uso un'espressione che renderà l'idea, non è tutto merda. Non è buttando merda su merda che se ne esce, ma ogni tanto fa bene anche qualche filo d'erba verde con qualche fiore che cresce sopra.
Uno dei miei intenti e' anche questo.

Con le modalità scelte per spostarmi, che sia a piedi, in bicicletta o facendo autostop,
(qualche volta treni e bus)
ero deciso a sfidare il più potente mezzo di comunicazione di massa andando contro corrente, dimostrando che con il pensiero positivo, la giusta predisposizione e il sorriso si ha nelle mani un potere immenso, capace di trasformare facili le cose che alle volte si pensano difficili, cose che al più delle volte sono dettate dal pregiudizio, dalla paura e dall'egoismo.

Commenti, aiuti per migliorare,
critiche costruttive in accordo e in disaccordo sono liberi.

Ricordo una stupenda frase di un uomo Mittico, che mi ha visto crescere e aiutato a coltivare i valori che porto con me, poco prima dell'inizio di una gara podistica a cui partecipai qualche anno fa.
Vorrei fosse ripresa per questo blog.
Con il colpo di pistola pronto al via, disse al microfono rivolto ai corridori schierati in partenza:
"Ringrazio tutti per essere qui presenti, se tutto andrà bene in questa avventura sarà solo merito vostro, se qualcosa funzionerà male sarà solo demerito mio"

Ringrazio fin da ora chi mi ha già mostrato l'affetto e la vicinanza con le proprie parole,
Dimostrate che siamo tutti capaci di grandi opere e siete inconsciamente parte del viaggio.
E a chi mi chiede: " e tu viaggi solo?"
Rispondo: "e' vero, e' un viaggio in solitaria ma alla fine, tanto soli non si è mai"

 

 

 

Primi pensieri

Mi chiamo Daniele, 26 anni e apro questo blog per informare, per quanto ridicolo o inutile possa essere per il lettore, che HO UNA CASA.

Ma c’è una cosa interessante da sapere.

Non ha pareti, non ha finestre, non ha una porta d’ingresso, neppure un bagno privato, ne’ un salotto ne’ cucina, un campanello da suonare. Il pavimento e’ tutto irregolare, inizia erboso per finire con i sassi, molte volte e’ asfaltato. Fiumi vi scorrono dentro, persone vanno e vengono.

Ma ha un tetto ed è tondo, l’ho chiamato Mondo.

Vivo da sei mesi sotto il tetto del mondo pagando l’affitto, e il proprietario non chiede neppure molto, in realtà non vuole soldi, con fare da spirito saggio, la prima volta che lo incontrai, ha fatto segno di avvicinare il mio orecchio alla sua bocca e sussurrando m’ha detto: “Quelli serviranno a te ragazzo per muoverti nel modo che tu riterrai più opportuno sotto questo tetto che io ti dono, fanne buon uso Daniel” Bussa però tutti i giorni alle porte del mio cuore e con un sorriso mi ricorda una cosa : “Vai, esplora e incontra gente nuova. Goditi la vita, il bene più prezioso che abbiamo, i soldi sono un mezzo, non il fine in questa parte della tua vita. Se vuoi darmi qualcosa in cambio, dammi il tuo cuore e dona un sorriso, solo così potrai sdebitarti”. Beh, io lo fisso un po’ perplesso, con un pizzico di pazzia alzando un sopracciglio, non capisco ancora bene. Con un sorriso di rimando rispondo: “Faro’ del mio meglio, quando tu vorrai fermarti per un caffè, in un angolo sotto questo mondo, troverai di sicuro un cielo stellato, come tappeto un lago con un tavolo grande nel salotto e due sedie attorno. Io sarò li signor….

“Chiamami Tutti, poiché io sarò in tutte le persone e cose che incontrerai sulla tua strada”.

Ci salutammo dandoci appuntamento il giorno seguente alle porte del cuore.

Sono cresciuto in un angolo d’Italia, sotto il grande tetto del mondo, sulle sponde del più piccolo dei laghi del Nord, quello di Iseo precisamente. Piccolo ma altrettanto affascinate per la sua collocazione riservata, racchiuso tra colline e montagne con una vista panoramica da qualunque scorcio lo si guardi, di cui poeti e scrittori del passato ne hanno fatto fonte d’ispirazione. Gran parte del merito della sua notorietà la si deve alla più alta isola dei laghi europei che sorge quasi nel mezzo, (quella che qualche riga più sopra chiamai il Tavolo dove il sig. Tutti poteva fermarsi) e due isole minori, le sedie, altrettanto ricche di storia e meta oggi di molti turisti con i numerosi battelli e barche che solcano queste acque.

Terra, acqua, aria e fuoco sono gli elementi con cui ho sempre vissuto in questa parte del mondo, a contatto con la natura e con tutto quello che può offrire. Potrei scrivere pagine e pagine di motivazioni per cui visitare almeno una volta il lago d’Iseo, paesi limitrofi sia lacustri che montani di invidiabile patrimonio storico, piatti prelibati a base di pesce di lago e prodotti tipici locali, dagli ortaggi alla carne e formaggi nostrani. Del vino prodotto nella limitrofa Franciacorta se ne parla a livello internazionale, l’olio e’ rinomato, favorito dal clima mite durante tutto l’anno. Si possono sentire commenti positivi e negativi di queste zone, ma come tutte le cose, a mio parere, vanno viste e provate di persona per poi trarne le conclusioni, giusto per farsi un’idea.

Ma non è lo scopo del mio scrivere, Internet e’ ricco di informazioni a tal proposito, basta avere un poco di tempo, voglia di informarsi e visitare.

Ho scoperto questo angolo di mondo per 25 anni, per apprendere ogni giorno un qualcosa di nuovo, fino alla decisione di mettere qualche vestito e tanto entusiasmo dentro ad uno zaino, con la voglia di consumare la suola delle scarpe e di incontrare gente nuova. Cambiare angolo, cambiare prospettiva di vedere le cose restando sempre sotto lo stesso tetto, senza dimenticare nulla di quello che sono stato, delle mie origini, delle tradizioni, degli affetti con cui sono cresciuto. Aggiungere pezzi alla mia armatura, un poco arrugginita dalla routine di una vita che sembrava non dover evolvere più, li sulle sponde di quel fantastico angolo di mondo che mi stavo creando.

Sono nato nel freddo gennaio dell’anno 1988, ma quell’anno Signor. Tutti mi spiace dirtelo hai toppato, e alla grande anche, dall’alto della tua saggezza non hai fatto bene i conti con il caldo che hai donato al cuore di questo ragazzo, così caldo da sciogliere il ghiaccio anche dove il ghiaccio non c’è.

Con questo blog colgo l’occasione per ringraziare Romina Rinaldi che mi ha spinto a realizzarlo, per far conoscere a voi angoli di mondo attraverso i miei occhi, e dedicarlo alla mia famiglia, alla giusta difficoltà iniziale di comprendere le scelte di un figlio ribelle, agli amici e persone che han capito e mi han incoraggiato, alle persone che non hanno capito. Grazie a mio Cugino, Diego Serioli, (“Paret”, ovvero tradotto “parente” come ci chiamavamo nel nostro dialetto in modo scherzoso). Il suo coraggio nell’affrontare una malattia troppo forte da combattere mi sono stati di grande esempio nonché motivo di ricercare altri valori nella gente che incontro sul cammino, di essere gioioso perché in fondo questa vita e’ meravigliosa. Grazie a Dio e alla forza di volontà che mi ha donato e alla fine un poco grazie anche a me.

Provvederò presto ad arricchire il blog, sono in viaggio e il tempo, per quanto possa sembrare strano, non e’ mai sufficiente, soprattutto se come nel mio caso mi sposto con mezzi alternativi di cui parlerò, fermandomi in posti diversi ad aiutare la gente che ne ha bisogno in cambio di vitto e alloggio, senza ricevere soldi, come il signor Tutti ha fatto con me.